FAMIGLIA PISCOPO

Vittoria, sequestrato 'mini arsenale' di armi e munizioni: 3 arresti

Il sequestro di armi della polizia di Ragusa
Va ricordato che, solo un anno fa, la polizia trovò un arsenale nella disponibilità della famiglia Ventura (esponenti stiddari del clan Carbonaro-Dominante). Di questi giorni la scoperta delle nuove armi, questa volta nella disponibilità di uomini legati all'altro gruppo criminale. Con questa operazione, la polizia ha dunque sventato la possibilità di tornare a fare 'parlare' le armi in un territorio, quello Vittoriese, con un triste passato di morti ammazzati

Un 'mini arsenale'. E' quanto la polizia di Ragusa ha scoperto a casa e nelle pertinenze della stessa, di Marco, Calogero e Francesco Piscopo, che sono stati tratti in arresto. La famiglia Piscopo di Vittoria e' da sempre legata a Cosa Nostra gelese, con diversi esponenti piu' volte tratti in arresto e condannati per mafia, che non hanno mai perso la loro violenza criminale. Questo costituisce l'ultimo sequestro d'armi in ordine di tempo. Va ricordato che, solo un anno fa, la polizia trovo' un arsenale nella disponibilita' della famiglia Ventura (esponenti stiddari del clan Carbonaro-Dominante). Di questi giorni la scoperta delle nuove armi, questa volta nella disponibilita' di uomini legati all'altro gruppo criminale. Con questa operazione, la polizia ha dunque sventato la possibilita' di tornare a fare 'parlare' le armi in un territorio, quello Vittoriese, con un triste passato di morti ammazzati e di una strage conosciuta come la strage di San Basilio, periodo buio in cui la citta' ha paura di ripiombare.
Finiscono tutti e tre ai domiciliari. Si sono svolti stamattina davanti al gip Giovanni Giampiccolo, le udienze di convalida degli arresti effettuati dalla Polizia - Squadra mobile e commissariato di Vittoria e Comiso - di Marco Piscopo, difeso dall'avvocato Massimo Garofalo, del fratello Calogero e del padre Francesco entrambi difesi dall'avvocato Maurizio Catalano. Il pm titolare e' Marco Rota. Sono accusati di ricettazione e porto abusivo di fucile, 2 pistole e 150 cartucce. L'operazione e' stata condotta nelle campagne di contrada serra San Bartolo. Nel corso dell'udienza, Calogero Piscopo a cui e' intestata la proprieta' dell'azienda agricola e del fondo dove sono state trovate le armi, si e' accollato l'intera responsabilita' delle armi stesse che sarebbero state detenute per difendere le greggi. La versione e' stata confermata in carcere dal fratello Marco e dal padre che, ai domiciliari e' stato sentito in tribunale (per entrambi e' stata chiesta la scarcerazione e i domiciliari per Calogero Piscopo). Il pm aveva chiesto la custodia in carcere, il gip ha convalidato l'arresto e disposto i domiciliari per tutti e tre. Nel corso dell'operazione, i Piscopo avevano riferito agli agenti che non c'era nulla da cercare e che era inutile l'attivita' degli investigatori impegnati a ricercare armi delle quali era stata chiesta la consegna. Il tentativo dei Piscopo e' risultato vano, difatti dopo diversi minuti sono state rivenute le prime cartucce dentro casa, segno questo che potessero esserci armi, pertanto l'attivita' e' proseguita anche nel caseggiato di pertinenza adibito a magazzino. Uno dei Piscopo ammetteva di detenere un'arma per difesa personale e per difendere le pecore dai cani che talvolta le azzannano. Il fucile e' risultato essere stato rubato anni prima ad un vittoriese ed e' stato trovato da uno dei poliziotti impiegati per la perquisizione. Continuando l'attivita' di ricerca sono state rivenute altre due pistole, entrambe con matricola abrasa, occultate ma pronte all'uso e perfettamente funzionanti. La Polizia scientifica ha effettuato i rilievi fotografici dei luoghi del rinvenimento e le armi sequestrate saranno comparate con quelle utilizzate in altri delitti. "La Polizia di Stato continua l'attivita' di repressione di ogni fattispecie di reato, sottraendo alla disponibilita' di pericolosi criminali, armi e munizioni", viene spiegato.

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